La vendetta di San Siro
di Oscar Eleni - La settimana di Cotelli, Fontecchio, Poeta, Egonu, Ivanovic, Crippa, Fioretti, Chivu, Taccetti, Sinner e Vertemati...
Oscar Eleni con in mano il nuovo mazzo di tarocchi comperato in Russia e poi venduto agli artigiani cinesi dell’argento nella bella cittadina di Dali, sotto le tre pagode. Viaggiare per dimenticare che presto ci toglieranno tutto, non soltanto il carburante. Spaventato dalla ferocia di giovani assassini filmati da giovani mascalzoni, in attesa di scoprire come finiranno guerre che intanto arricchiscono i soliti noti, quelli che considerano le parole di pace più pericolose dei loro battaglioni della morte.
In questa confusione, mentre il calcio italiano si distrae un po’ cercando un presidente federale a cui dare tutte le colpe, siamo andati in pellegrinaggio anche a San Siro, nel parcheggio dove una volta c’era un palazzo dello sport che ora i “nuovi potenti” vorrebbero costruire a San Donato, aprendo una guerra fra costruttori perché i padroni del Forum di Assago non si faranno portar via, ad esempio, l’Olimpia o quello che resterà dopo il saccheggio americano della novantenne signora rimasta al buio nella penultima settimana europea.
Armani ferma anche in campionato dove Brescia si è ripresa il primo posto, aspettando di capire come la Virtus Bologna uscirà dalla grande crisi dopo il divorzio da Dusko Ivanovic, una lunga striscia nera nella città che teme di restare al buio se il padrone della Virtus di oggi resterà fuori dalla nuova Eurolega voluta dagli americani. Il mondo NBA ama colonizzare, anche se in molti cercheranno di spiegare che invece il futuro è proprio nella nuova lega che potrebbe piacere pure alla federazione mondiale gelosa e golosa, sempre alla ricerca di uno spazio per Nazionali dimezzate, per partite arbitrate male e buttate in mezzo ai prati, senza un vero valore tecnico per l’assenza di troppi giocatori pagati per faticare altrove.
Dicevamo del pellegrinaggio a San Siro, il vecchio stadio monumento che sembra ribellarsi all’idea di venire smantellato. Per chi gli ha voluto bene non sono mancati i buoni risultati, per l’ultima danza favolosa delle Olimpiadi chi ha saputo accarezzare il Meazza si è portato a casa medaglie importanti. L’ultima settimana San Siro ha fatto i capricci. Peggio per il Milan nella settimana quasi nera dello sport milanese, quella dove è andato malissimo il basket del Poeta che adesso in troppi adulatori di ieri vorrebbe confinare fra gli allenatori estinti. Peggio per le pallavoliste che hanno visto la loro stella Egonu zoppicare nel momento in cui la grandissima Conegliano si prendeva il set decisivo in gara uno della finale scudetto. Fortunato il Chivu super criticato che ha potuto staccare le rivali della sua Inter rimontando il Como e tenendosi lontano dal furore di San Siro, dalla città incantata dai maratoneti nel giorno in cui il Crippa risorto è andato a vincere sulla Senna una corsa più importante, dominata dal nostro cavallino di razza, che ha fatto anche il secondo tempo di sempre fra i grandi maratoneti italiani , sfiorando con il tempo di 2 ore 5’ 18” il primato dell’Aouani medaglia olimpica, il campione che ora vive a Ferrara ma ha radici a Ponte Lambro.
Giornate magiche pensando a Sinner, ai nostri marciatori, giornate tempestose per il basket che si avvicina ai playoff nei giorni in cui la NBA festeggia la fine del suo circo per dare vita alle finali, partite vere dove forse vedremo anche l’italiano Fontecchio se Miami supererà i play-in. Andiamo alle pagelle nella speranza che non salti tutto come a San Siro dove gli architetti pensano a smontare il monumento mentre lui si vendica.
10 Al COTELLI che ha ritrovato la vera BRESCIA e ora insidia il primo posto alla VIRTUS dopo aver superato i giorni del dubbio e della crisi. Bravo.
9 Ai PRETORIANI del vero basket che hanno saputo lavorare così bene nei giorni del centenario di AZZURRA, nelle settimane in cui sono nati i musei del ricordo per uno sport che venera bene i suoi campioni.
8 A TORTONA perché anche FIORETTI, come l’altro esordiente e rivale COTELLI, ha ritrovato una bella squadra per battersi nei playoff, luce vera nella città che in questi giorni ha festeggiato i suoi giovani talenti.
7 A TRIESTE e ad un altro esordiente come TACCETTI che sembra aver ritrovato squadra e fantasia per entrare fra le finaliste di un campionato che dal 16 maggio inizierà i playoff.
6 Al maestro REPESA che ha ridato il sorriso a NAPOLI se non si illude di aver risolto i problemi che tormentavano il povero MAGRO.
5 A VERTEMATI se si lascerà travolgere proprio adesso dopo aver portato UDINE ad alto livello, anche se la crisi delle ultime settimane dice che qualcosa si è rotto ed è un peccato.
4 A TRENTO che, dopo aver reagito bene riparandosi nel terremoto fra società e allenatore, è andata a fondo sul campo della bella TORTONA.
3 Alle SOCIETÀ tormentate che non capiranno mai REGGIO EMILIA che intanto vola con l’allenatore protetto nella crisi e ora riconfermato per altri due anni e pronto a stupirci ancora.
2 All’ARMANI se dovesse credere alle offerte di chi pensa a nuovi palazzi dello sport più che a una squadra da rinnovare.
1 A SASSARI e TREVISO due grandi società che non avremmo mai voluto vedere invischiate nella brutta battaglia per non retrocedere dove anche un fischio malandrino può distruggere tutto.
0 Alla REYER peccatrice che un giorno sembra davvero una bella squadra e un altro si fa sbriciolare in casa come è successo con BRESCIA. Gondole alla deriva.
Oscar Eleni

