Roma da zero a due
di Oscar Eleni - La settimana di Nebo, Priftis, Petrucci, Polonara, Chivu, Cotelli, Petrucelli, Kaukenas, Cancellieri, Jacobs, Fioretti, Vittori Allegri, Poeta, Longhi, Messina, Malagò e Scariolo
Oscar Eleni a spasso per Firenze cercando le tracce della giraffa che un sultano egiziano regalò a Cosimo de’ Medici, delle sue amiche che al tempo di Giulio Cesare valevano 360 schiavi, poi dicono che i giraffoni del basket non valgono nulla, ascoltando il canto infernale dei pavoni di Selva Marina che si pavoneggiano come troppi nessuno sui campi sportivi e nelle televisioni, come ha scritto bene la cassazione del giudice Grasso.
Tormenti di fine stagione, felici che l’atletica abbia rimesso in pista e sulle pedane la coppia Battocletti-Fabbri, sicuri che Camossi ci ridarà presto anche il Jacobs che, magari, non sarà più quello di Tokyo, ma nemmeno il campione triste che per qualche giorno aveva pensato anche al ritiro. Mentre il calcio finge di pentirsi per aver trattato Chivu e l’Inter peggio di quelle che ora devono inchinarsi al dominio dei Marotta boys, tremando, come cestofilo, per l’idea di trovare nel basket disossato di oggi anche i padroni americani, quelli che al Milan, diversamente da quelli dell’Inter, ad esempio, si prendono soltanto fischi mentre Allegri non sembra più tanto allegro.
Dicevamo della palla al cesto che ha finito la stagione congedando purtroppo Sassari dalla Serie A e dando un biglietto per i playoff alle sei sfidanti delle solite regine, con la Bologna Olidata che deve saldare qualche debito e l’Armani Milano spaventata dall’infortunio di Nebo, l’acquisto più costoso, che ha passato più giorni in infermeria che sul campo e che, adesso, forse pensa già alle offerte di Barcellona. Olimpia non risvegliata dagli urli tardivi del Poeta pozzecchiano, soffocato dalle palle perse nella bella Trento che ha chiesto a Varese di farsi più in là, terrorizzata da Reggio Emilia anche se la squadra di Priftis ha scoperto la nuova faccia di Treviso che ha chiuso alla grande una stagione tormentata. Anno che consacra al vertice due allenatori esordienti come COTELLI e FIORETTI.
Play off anche per Trieste contestata come il presidente federale Petrucci che dovrebbe spiegarci bene perché la Roma rimasta a zero fra i canestri della capitale ora pretende di avere addirittura due squadre nella prossima Eurolega targata NBA. Una è certa ed arriva per il regalo fatto da Cremona al Kaukenas che forse porterà anche Ettore Messina nella nuova chiesa, l’altra potrebbe nascere se, davvero, i padroni che al pala Rubini si sentono stretti decideranno di dare spazio al nuovo circus, quello che sicuramente pretenderà dalla Federazione pilatesca i 7 stranieri più 5 italianuzzi, camminando sul sentiero dove il calcio italiano piange come i coccodrilli, quello che vuole costruire nuovi stadi, sicuro di poter vivere alla grande comprando il meglio su altri mercati e che si fottano le scuole calcio, tanto adesso fanno soltanto tattica e merende con genitori che camminano invasati dietro al coro degli angeli infernali chiamati agenti, pronti a picchiarsi sulle tribune, dando la caccia agli arbitri.
Roba triste, anche se il Malagò candidato a dirigere il calcio italiano, ammesso che riesca a schivare l’assalto famelico di quella politica che già ha cercato di renderlo ineleggibile, promette una rivoluzione dolce partendo, si spera, dal settore tecnico, pazienza se molti, tipo Lotito magari, gli renderanno la vita impossibile, ma questa guerriglia la conosce bene, dai tempi in cui governava il Coni e lo sport italiano, sperando che la sua squadra sia efficiente come quella che ha lavorato per i Giochi invernali di Milano-Cortina. Stiamo parlando della parte tecnico organizzativa, non certo del resto.
Ringraziando Paolo Vittori, goriziano, classe 1938, uno dei grandi del nostro basket, per il canto libero degli oltre cinquantenni che ci ha regalato sul telefonino, tremando ogni volta che i padroni del mondo giocano alla guerra e i topi ci riportano al tempo del Covid, dando spazio televisivo ai medici come ai cuochi, sempre in diretta, meno che al mercato e in farmacia quando invece devi scoprire da solo che tutto è raddoppiato, come le calze contenitive inventate per torturare il povero anziano.
Siamo pronti con le pagelle, cercando di non far arrabbiare il nostro caro amico PEA, perché non riusciamo a trattare male la Reyer anche se si fa fatica a capire una squadra che in casa sua sembra sempre spaurita, un gruppo che dovrebbe stare sdraiato sul lettino dello psicanalista, soprattutto se finge di aver fatto bene il proprio lavoro per aver subito soltanto 78 punti da Tortona come dice l’allenatore che forse sa già di aver chiuso il suo ciclo di lavoro. Certo non contava sprecare energie e idee sapendo che sarà proprio la squadra di Fioretti a mettersi sulla strada che dovrebbe portare alla Virtus che certo tratterà Trento come ha fatto con la povera Varese, la perfida creatura che tormenta il sonno dei nostri cari amici Bulgheroni e Zanatta. Per fortuna questi eterni sognatori almeno si possono consolare ritrovando la “famiglia” dei record nel periodo aureo come si legge nel bel libro sugli invincibili ai tempi del cumenda BORGHI, negli anni gioiosi della famiglia del Toto presidente che sapeva governare e sapeva cosa succedeva davvero sul campo per esserci stato anche come giocatore.
10 A TRENTO, come squadra, ma anche come società, perché bisogna avere dentro qualcosa per battersi così e trovare i playoff pur sapendo che l’allenatore CANCELLIERI se ne andrà a fine stagione. Lealtà e talento. Bravi e la decima presenza ai play off dice tutto, felici per LONGHI che ancora una volta è stato benedetto dal nostro caro amico GRIGO lassù dove tutto si vede meglio.
9 Ad ACHI POLONARA se davvero, dopo il ritiro, deciderà di fare l’allenatore. Ha tante cose da insegnare, ha tanto da raccontare dopo una battaglia così dura per essere un campione, per restare in vita.
8 A CROZZA per come riesce a dare alla ex cestista CUCCIARI, anche nei giorni tristi della retrocessione della DINAMO SASSARI, la splendida cornice che spesso le manca negli ascolti televisivi: i campioni sanno che non sono gli ascolti a fare classifica, ma la qualità del lavoro e questi due sono quasi sempre da 10.
7 A SCARIOLO che con il REAL è nuovamente alle finali di Eurolega, a GALBIATI che nel campionato spagnolo è andato a vincere sul campo del VALENCIA, la squadra reduce dal doppio miracolo sul campo infernale del PANA di Atene, pareggiando una serie che aveva compromesso perdendo due volte in casa.
6 A REPESA e NICOLA per come hanno chiuso bene la stagione di NAPOLI e TREVISO, felici che GELSOMINO abbia già ingaggiato un giocatore di qualità, tecniche ed umane, come il PETRUCELLI che piace anche a BANCHI.
5 Ad ATAMAN e MARTINEZ per la lite sul campo, anche se l’allenatore spagnolo merita davvero il premio che gli hanno dato quelli dell’Eurolega come miglior allenatore in un torneo che finità ad Atene, con la speranza che gli americani non facciano chiudere tutto.
4 Ai TALENTI italiani stregati dalle offerte americane. Dispiace questo esodo, anche se siamo felici per i giocatori che impareranno davvero tanto nel nuovo viaggio. Peccato che qui da noi chi comanda si debba occupare di altre cose. Buona fortuna a tutti anche se negli Stati Uniti, lo sappiano le famiglie, non ti regalano niente e se non rendi torni a casa.
3 A SASSARI non certo per la retrocessione, non certo per le tante sventure, il cambio di allenatore, ma per aver deciso tardi quello che molte società dovrebbero fare più spesso: mandare a letto senza cena e stipendio chi pensa di essere pagato per esplorare tutte le balere della città. Ci servono campioni, non mercenari.
2 A Pietro COLNAGO, carissimo collega, ex giocatore, se non troverà i voti per diventare davvero presidente del comitato regionale lombardo. Si merita il successo, gli auguriamo fortuna, senza per questo giudicare il RIZZI che dovrebbe sostituire e che sicuramente ha fatto bene.
1 A UDINE per una chiusura di stagione che non ci aspettavamo, perché la squadra così ben diretta da VERTEMATI ha fatto sempre bene anche su campi difficili. Difendere il gruppo neopromosso è stato giusto, ma alla fine non c’erano più energie e qualità per arrivare ai playoff che pure avrebbe meritato.
0 A ROMA, dopo il saccheggio dei diritti di CREMONA, se davvero pretende di avere due squadre in EUROLEGA pur avendo girato le spalle al basket così tante volte. All’EUROLEGA se cederà le braghe agli americani. Alla NBA se pensasse di poter colonizzare chi invece vorrebbe soltanto un aiuto serio e senza secondi fini, senza nascondersi dietro gli accordi con chi governa il basket in Italia e nel mondo per paci finte come quelle di gioca con le atomiche.
Oscar Eleni


“Buona fortuna a tutti anche se negli Stati Uniti, lo sappiano le famiglie, non ti regalano niente”
“Alla NBA se pensasse di poter colonizzare chi invece vorrebbe soltanto un aiuto serio e senza secondi fini”
Appunto. L’NBA è tutto tranne una onlus…